La gioia dell’amore [Rivista madre]
Ipad   Twitter   Facebook   Abbonamenti    
Rivista Madre
 
News | 18 dicembre 2016  

La gioia dell’amore
 
L’arcivescovo Giancarlo Maria Bregantini commenta l’Esortazione di papa Francesco sulla famiglia, soffermandosi sulla vita a due, uno splendido (e a volte difficile) “viaggio” verso l’altro.

Fotografia
Thinkstock

«Leggendo l’Amorislaetitia ho subito sentito la benedizione di papa Francesco su quanti hanno cura della famiglia chiedendo rispetto dei diritti nella custodia dei valori. Cioè personalizzare senza relativizzare. Sono gli spazi inediti, di vera rivoluzione, in una Chiesa che scoprirà che amare è vera e perfetta letizia». Ne è convinto monsignor Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano, che per Madre si sofferma a riflettere sull’esortazione apostolica post sinodale di Bergoglio sulla famiglia.
Eccellenza, Amorislaetitia è per gli addetti ai lavori o per gli “addetti alla vita”?
«È la gioia dell’amore, raccontata dal Papa con passi chiari, concretissimi, antropologici. Capaci di darci il gusto della personalizzazione dei cammini, senza cadere nell’insidia della relativizzazione delle mete. Perché l’amore resta l’unico possibile cammino per salire a bordo del “per sempre” e vivere l’avventura stupenda della vita in due. La gioia dell’amore altro non è che il viaggio verso l’altro, che va considerato, rispettato, contemplato come “dono”, in tutte le fasi della vita. Una potenza, questa dell’Amoris laetitia, che il Papa definisce propria degli “addetti alla vita”, per coloro che, amandosi, abbracciano la vocazione alla famiglia».
Cosa l’ha colpita di più di questo documento molto atteso anche al di fuori dell’ambito cattolico?
«Colpisce il linguaggio, molto schietto e deciso, carico di esperienza pastorale, che permette di affrontare anche le questioni più spinose con estremo realismo, verso percorsi “personalizzati”, con i tre grandi strumenti cui ci esorta il Papa stesso: l’ascolto, la pazienza, l’accompagnamento. Con accanto i tre verbi di azione che completano questi percorsi: curare, ravvivare, sostenere. È il modo vincente per far sì che, come scrive Francesco, veramente “i coniugi cristiani dipingano il grigio dello spazio pubblico riempiendolo con i colori della fraternità, della sensibilità sociale, della difesa delle persone fragili, della fede luminosa, della speranza attiva”. E che “la loro fecondità si allarghi e si traduca in mille modi di rendere presente l’amore di Dio nella società”».

il seguito sulla rivista


di Francesco Grana email 


  




 Fai girare questa notizia






 Traduci questa pagina


Translate this page with Google

 Fai un regalo speciale

Se regali un abbonamento a MADRE
a una tua amica, per te il
Plaid in pile Roberto TORRETTAregalo
Chiamaci al Tel. 030 42132  o scrivici: abbonamenti@rivistamadre.it