Farfalle [Rivista madre]
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Rivista Madre
 
Attualità | 21 marzo 2017  

Farfalle
 
Inno alla vita che rinasce

Fotografia
Thinkstock

«Piccola, azzurra aleggia / una farfalla, il vento la agita, / un brivido di madreperla / scintilla, tremola, trapassa. / Così nello sfavillio d’un momento, / così nel fugace alitare, / vidi la felicità farmi un cenno / scintillare, tremolare, trapassare», recita una poesia scritta da Hermann Hesse. Versi leggeri dedicati all’insetto che, fin dai tempi più remoti, è un simbolo. Della fragilità, del tempo breve, effimero, che si misura in istanti. Del turbamento che spesso accompagna l’animo umano, nelle sue infinite peregrinazioni. Ma, soprattutto, della realtà che cambia, che si trasforma, in una continua metamorfosi e in un inarrestabile mutamento. La farfalla, che prima era crisalide e prima ancora larva, solo alla fine del percorso può librarsi in volo, portando sulle ali i colori dell’arcobaleno, come sintetizza la scrittrice Fleur Jaeggy ne I beati anni del castigo, quando paragona questo insetto alla parabola umana: «Il nostro sviluppo è simile a quello di una farfalla. Noi dobbiamo “morire” e “rinascere”, come l’uovo muore e diventa bruco, il bruco muore e diventa crisalide, la crisalide muore perchè a sua volta possa nascere la farfalla». Una trasformazione su uno sfondo metafisico, che presuppone segrete affinità, quasi una mistica compenetrazione, tra il visibile e l’invisibile, tra il tempo e l’eternità, tra la materia e l’anima.

il seguito sulla rivista


di Roberta Beghini email 


  




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