Il Paese che sarà [Rivista madre]
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Attualità | 11 aprile 2017  

Il Paese che sarà
 
L’ultima indagine dell’Istat fotografa un’Italia sempre più vecchia, dove il tasso di natalità è in progressivo e marcato calo. Quali soluzioni?

Fotografia
Thinkstock

Siamo in salute, nonostante tutto, ma facciamo sempre meno figli e sempre meno immigrati (proprio così, a dispetto delle immagini dei barconi che inondano le televisioni dei salotti di casa) sono interessati al nostro Paese. È l’Italia nel 2016, secondo l’ultima indagine demografica dell’Istat. Il risultato è che la popolazione diminuisce e invecchia sempre più.
Nel breve periodo non ci sono soluzioni, e questo è forse il principale problema, perché nell’epoca del tempo presente, del dibattito schiacciato sui botta e risposta di giornata, elaborare soluzioni che avranno effetti nel lungo periodo è quanto di più difficile si possa immaginare. Un esempio? Fare politiche a favore della natalità non produce effetti nell’immediato, a meno che non si pensi che possa bastare un bonus bebè di qualche centinaio di euro o qualche asilo nido in più.
Massimo Livi Bacci, probabilmente il più noto demografo italiano, osserva che la strada è lunga e difficile e passa dalla necessità di «anticipare l’età dell’autonomia dei giovani». Sarebbe una rivoluzione: vorrebbe dire mettere al centro le politiche per i giovani (che, essendo pochi, portano pochi voti) e dedicare un po’ meno attenzione ai sempre più numerosi anziani (che votano, e sono tanti.

il seguito sulla rivista


di Thomas Bendinelli email 


  




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