Fiorella la combattente [Rivista madre]
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Societa | 10 aprile 2017  

Fiorella la combattente
 
Ha partecipato a Sanremo con una canzone spirituale e piena di speranza. Il suo nuovo cd raccoglie storie di donne indomite e coraggiose. Come lei.

Fotografia

Sul fatto che sia la “signora della canzone italiana“, non credo ci siano dubbi. Il portamento e l’impegno che esprime, attraverso le sue canzoni e con la sua voce, sono un marchio di fabbrica inconfondibile. È un timbro, una sorta di scatto acustico in cui la grinta della cantante diventa forza raggiante e la sua grazia esprime un’inaspettata vitalità, specialmente quando canta gli ultimi, i derelitti. A Sanremo la vittoria le è stata “scippata” dai voti dei giovanissimi online, ma è lei la vincitrice morale del Festival, con una canzone che è anche una sorta di inno a una spiritualità sempre più indispensabile nel nostro tempo materialista. E Che sia benedetta davvero per tutte le emozioni che ci regala da decenni, trasmettendoci con le sue canzoni storia e poesia, etica e fantasia.
Recentemente ha presentato il suo album Combattente (in cui è stata inclusa anche la canzone di Sanremo e Sempre e per sempre, la splendida cover di Francesco De Gregori) e ha parlato del festival con grande serenità.
Quando è stata l’ultima volta che si è presentata a Sanremo?
«È successo vent’anni fa, non c’erano ancora i telefonini, non c’era internet, non c’erano i social, e la gara si svolgeva in tre giorni. Invece adesso dura quasi una settimana e subito sono stata coinvolta in un “frullatore” di preparazioni e prove. Ma alla fine ne è valsa la pena.

il seguito sulla rivista


di Francesco Mannoni email 


  




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