#Rispetto per chi soffre #Rispetto per chi muore [Rivista madre]
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Rivista Madre
 
Editoriali | 19 maggio 2017  

#Rispetto per chi soffre #Rispetto per chi muore
 
La scritta che Unicef Italia, con quei simboli strani per chi non bazzica il web che sono gli hashtag, ha messo nel suo sito non è servita a smussare i toni di chi continua a nutrire odio e rabbia.

E così Alberto, che cura il sito ufficiale dell’organizzazione, ha cominciato a rispondere botta su botta per cercare di far circolare in rete notizie più veriterie, per chiedere #rispetto per chi soccorre e, soprattutto, per svegliare la ragione sempre più addormentata.
Quella che ci consentirebbe di continuare a essere umani, a cercare di costruire un mondo migliore per tutti e non soltanto a recintare il giardino di casa nostra. E così, quando l’ennesimo lettore ha scritto «è odioso l’utilizzo strumentale dei bambini in foto. Quanti bambini ci sono tra coloro che soccorrete. Bambini, non finti minorenni», Alberto ha ribattuto: «Il 100% delle persone che soccorriamo sono esseri umani. Sarebbe bello lo fossero anche le persone che commentano». Anche a me è capitato di dover moderare dei commenti, in questi giorni, sul tema dei migranti. Nascosti dietro le tastiere dei computer, spesso con fantasiosi pseudonimi, tutti diventano esperti di politica internazionale, economia e processi di sviluppo.

il seguito sulla rivista


di Annachiara Valle email 


  




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