In tempi di terrore libertà è partecipazione [Rivista madre]
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Rivista Madre
 
Editoriali | 19 giugno 2017  

In tempi di terrore libertà è partecipazione
 
Lo cantava Giorgio Gaber in un’epoca che sembra ormai lontanissima. Si ripeteva con la chitarra nelle sere estive dei campi scuola, o sulla spiaggia, attorno ai falò accesi in attesa del bagno di mezzanotte.

Un ritornello che si intonava a squarciagola. E mentre qualcuno arrangiava gli accordi, quasi si urlavano: «la libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione».E di partecipazione ha dato un grande esempio Ariana Grande, la giovanissima cantante che è tornata a esibirsi a Manchester in un concerto di beneficenza in favore delle famiglie dei ragazzini di cui era stata fatta strage proprio al termine di un suo spettacolo. Una grande festa per ritrovarsi, per dire che la battaglia vera è quella di chi vuole continuare a fare del mondo un posto migliore in cui vivere. Per tutti. Alla strage del 22 maggio ne sono seguite altre. Altri attentati, altro sangue, altro terrore. Il panico ha reso fragile la piazza di Torino, assiepata davanti al maxischermo per una partita, la paura ha percorso le navate di Notre Dame, a Parigi, Londra è stata di nuovo insanguinata. E ancora attentati in Egitto, a Stoccolma... E a ogni attacco di morte, la tentazione di alzare muri e steccati, di rinchiudersi nel proprio isolamento, di pensare solo a se stessi.


di Annachiara Valle email 


  




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