Terremoto un anno dopo [Rivista madre]
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Attualità | 17 luglio 2017  

Terremoto un anno dopo
 
Il 24 agosto del 2016 le scosse hanno devastato il Centro Italia. Se laburocrazia frena e complica la ricostruzione, è vero anche, però, che lamacchina del volontariato non si è mai arrestata e continua ad attivarsi con inesauribile fantasia e creatività.

Fotografia
Thinkstock

Gli alberghi sulla costa adriatica si sono svuotati per lasciare il posto ai turisti della stagione estiva. E gli sfollati del terremoto hanno trovato alloggio altrove, ma molti non nelle casette provvisorie, che tardano a essere consegnate. La ricostruzione, dopo il terremoto che ha devastato il Centro Italia a partire dal 24 agosto dello scorso anno, va a rilento. Ad Amatrice tonnellate di macerie attendono ancora di essere rimosse. Ad Accumoli solo nel mese di luglio sono state consegnate le prime “soluzioni abitative”, a undici mesi dal sisma. La burocrazia sembra schiacciare ulteriormente le popolazioni già duramente colpite dalle scosse, che hanno perso non solo case e attività commerciali, ma persone care. I Comuni colpiti sono 131 fra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo; circa 40 mila gli sfollati e 200 mila le case lesionate.

LA BELLEZZA DEL VOLONTARIATO
Quella che non si è mai arrestata, però, è la “macchina” del volontariato. Che continua ad attivarsi con inesauribile fantasia e creatività. Fra la miriade di iniziative, il progetto Tra terra e cielo promosso da 90 gruppi scout dell’Agesci Umbria: un percorso itinerante che ha preso il via il 15 luglio e si concluderà il 9 settembre. «Lo scoutismo è un metodo educativo naturale, aperto al soprannaturale.

il seguito sulla rivista


di Laura Badaracchi email 


  




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