La plastica ci sommergerà [Rivista madre]
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Attualità | 17 luglio 2017  

La plastica ci sommergerà
 
Fare qualcosa. Subito. Perché il “Mare nostrum” non si trasformi, come già sta accadendo, in un “Mare mostro”.

Fotografia

Nel 2050, denuncia l’organizzazione Marevivo, in acqua ci saranno più rifiuti che pesci e il mare, come lo conosciamo oggi, potrebbe non esistere più. Per questo l’associazione in collaborazione con la Marina militare italiana e con il Conisma, il Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione già lo scorso anno a bordo della nave scuola della Marina, la Amerigo Vespucci. Campagna che si sta ripetendo, questa estate, con seminari, incontri con studenti, azioni di bonifica alle foci dei fiumi e pressioni perché venga approvata anche in Senato la legge già licenziata dalla Camera sul divieto di usare microplastica nella cosmesi.
Ogni anno nel mondo vengono prodotti 280 milioni di tonnellate di plastica e si stima che nel 2050 diventeranno 400 milioni. Di queste circa il 10 per cento finisce in mare, un “mostro”, appunto, che altera pesantemente la vita delle nostre acque. In mare finisce di tutto, dalle microplastiche più piccole di un’unghia, che vengono confuse dai pesci con il plancton e finiscono così nella catena alimentare, alle plastiche più grandi che, negli oceani, hanno già formato delle isole più estese del nostro mare Mediterraneo. Senza contare gli additivi chimici che vengono usati per modellare la plastica, tra i più tossici per il sistema endocrino.

il seguito sulla rivista


di Chiara Ferrise email 


  




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