Ferragosto godiamocelo in città [Rivista madre]
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Societa | 17 luglio 2017  

Ferragosto godiamocelo in città
 
Rispetto agli anni Settanta le cose sono cambiate: non c’è più il famoso esodo e le città non sono più deserte, anche se vuote e sonnacchiose. Questo tempo può essere l’occasione per intessere relazioni e scoprire la bellezza che ci sta intorno.

Fotografia
Thinkstock

«Non sei bloccato nel traffico, sei tu il traffico». La battuta è risaputa ed è valida anche in piena estate, reduci dall’ultima coda in autostrada. Sempre che ci siano ancora. Molto è cambiato rispetto a trenta o quarant’anni fa: già allora la campagna non c’era più da un pezzo, ma fabbriche e uffici chiudevano tutti, o quasi, nello stesso periodo e le vacanze erano sinonimo di famiglia in automobile verso il mare. Erano i primi anni del benessere diffuso, dell’acquisto di massa di automobili. E di televisori. E quindi, vuoi perché tutti si muovevano in auto lo stesso giorno, vuoi perché in estate le idee per confezionare un telegiornale vengono meno, immancabile faceva bella mostra di sé il servizio sull’esodo estivo, dai toni biblici un po’ minacciosi. Eppure allora, di automobili, ve ne erano molte meno di oggi. Nel 1970 erano 136 ogni mille abitanti. Salite a 309 nel 1980, oggi sono 600 ogni mille abitanti, più del quadruplo rispetto a quarant’anni fa. Insomma, forse ci siamo abituati all’esodo estivo, anche se di immagini di code chilometriche ve ne sono di meno. Merito dei giornalisti, che scovano notizie diverse? Forse no, più semplicemente il traffico è permanente e fa un po’ meno impressione, ci si muove molto anche con altri mezzi (i voli lowcost innanzitutto) e soprattutto le vacanze sono più “spalmate” durante l’anno rispetto a un tempo.

il seguito sulla rivista


di Thomas Bendinelli email 


  




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