La scuola si accende [Rivista madre]
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Attualità | 21 agosto 2017  

La scuola si accende
 
A un anno dalla Buona scuola, sono molte le novità che verranno introdotte dalla riforma nel nuovo anno scolastico. Intanto ci sono insegnanti che da soli, con coraggio e fantasia, stanno rivoluzionando l’istituzione che più ha paura di cambiare.

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Thinkstock

C’è la scuola delle competenze, delle tabelle ministeriali, dell’efficienza e della prestazione, che riduce l’apprendimento a pura ripetizione di formule e nozioni. C’è la scuola “Narciso”, per usare la definizione dello scrittore e psicanalista Massimo Recalcati, una scuola, cioè, dove il patto tra genitori e insegnanti si è frantumato, travolto da una pericolosa alleanza tra genitori e figli, fondata sull’abolizione di limiti e ostacoli e sui narcisismi degli uni e degli altri, che non contempla frustrazioni e fallimenti. Poi arriva, come una boccata d’aria fresca, la voce del professore di Philip Roth che urla il suo trasporto per il sapere: «Per me non c’è nient’altro nella vita che valga l’ora di lezione». E l’ora di lezione la fa l’insegnante, non ci sono tablet, lavagna multimediale o riforme che tengano. Non ci pensa più nessuno, agli insegnanti. Figure sociali da un lato mortificate e, dall’altro, paradossalmente, investite sempre di più di attese e di responsabilità, costrette talvolta a supplire a famiglie inesistenti o angosciate. Tra le file degli insegnanti si trova un po’ di tutto: il burocrate e l’annoiato, l’appassionato e il tiepido, lo zelante dei programmi e lo sperimentatore-sognatore. Davide Tamagnini e Lucia Suriano vanno ascritti a quest’ultima categoria. Tamagnini insegna nella scuola primaria di Pombia, in provincia di Novara, e lo scorso anno, nella sua quarta elementare, ha eliminato i voti dalle pagelle, avviando una sperimentazione approvata anche dal ministero dell’Istruzione.

il seguito sulla rivista


di Antonio Sanfrancesco email 


  




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