Natura da salvare [Rivista madre]
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Attualità | 21 agosto 2017  

Natura da salvare
 
In occasione della Giornata mondiale del creato, che si celebra il 1° settembre, l’architetto Paolo Portoghesi spiega, rifacendosi al Papa, perché è auspicabile una militanza cristiana nel pensiero ecologista.

Fotografia

«Mai abbiamo maltratto e offeso la nostra casa comune come negli ultimi due secoli». È la forte denuncia fatta da papa Francesco nella sua enciclica sociale, Laudatosi’, promulgata nel 2015. Bergoglio ha voluto dare maggior risalto alla Giornata mondiale per la cura del creato celebrata, il 1° settembre di ogni anno, da numerose Chiese cristiane, in particolare da cattolici e ortodossi. Un tema, questo del creato, da sempre al centro del lavoro dell’architetto Paolo Portoghesi che, tra le tantissime opere realizzate in tutto il mondo, ha progettato la moschea di Roma, il più grande tempio islamico d’Europa. Mai però un pontefice vi ha messo piede, anche se san Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco hanno pregato in varie moschee all’estero. Bergoglio potrebbe dunque essere il primo vescovo di Roma a visitare il tempio islamico della sua diocesi. Una speranza che Portoghesi serba nel cuore da tempo. Suo è il volume Il sorriso di tenerezza. Letture sulla custodia del creato (Libreria editrice vaticana, pp. 320, € 26), vincitore del Premio cardinale Michele Giordano 2015.
Professore, il Papa ha fatto suo il grido della terra. Perché?
«Per chi vede nella questione ambientale e quindi nella minaccia dei cambiamenti climatici i problemi centrali del mondo di oggi, l’atteggiamento senza ambiguità di papa Francesco, la sua denuncia dei pericoli insiti nel paradigma tecnologico, il suo appello a equità, solidarietà, sobrietà, consolidano e rinnovano la volontà di ribellarsi al fatalismo e all’indifferenza, così diffusi tra i potenti della politica e della finanza. Nella seconda metà del Novecento, anche le altre Chiese cristiane hanno riflettuto sulla corretta interpretazione dei passi della Bibbia che riguardano i rapporti dell’uomo con la creazione e hanno fornito il loro contributo, attraverso convegni, dichiarazioni, documenti, a una prassi di difesa del creato».

il seguito sulla rivista


di Francesco Grana email 


  




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