La rivoluzione silenziosa [Rivista madre]
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Attualità | 21 agosto 2017  

La rivoluzione silenziosa
 
Ragionano, si accudiscono a vicenda, sono perfettamente organizzate. Le piante sanno difendersi, si spostano e trovano soluzioni a problemi complessi. Ce ne parla il professor Stefano Mancuso, scienziato di fama mondiale.

Fotografia
Thinkstock

Non hanno un cervello, ma ragionano; sono immobili, ma si spostano frequentemente; non hanno organi singoli, ma un complesso di organi clonali che costituiscono una sorta di “corpo pensante” attraverso il quale si nutrono e si espandono, racchiudendo al loro interno il segreto della vita e del nostro futuro. Non stiamo parlando di alieni, ma delle piante, veri e propri organismi viventi con un loro preciso programma esistenziale.
Nel suo Plantrevolution (Giunti, pp. 262, € 20) Stefano Mancuso, scienziato di prestigio mondiale e docente all’Università di Firenze, dove dirige il laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, racconta l’evoluzione delle piante.
Professore, che cos’è una pianta?
«Per millenni abbiamo percepito le piante come organismi inerti molto più prossimi alla vita inorganica che a quella organica. Da un certo punto di vista per noi una pianta è veramente un essere alieno, perché non ha gli elementi tipici degli esseri viventi: non ha organi, non ha movimenti, al contrario di ciò che avviene negli animali».
Invece?
«Invece sono molto più complesse e sofisticate di quanto pensavamo. Osservando il funzionamento di un apparato radicale impegnato nell’esplorazione del suolo, ci si accorge che, pur in assenza di un sistema nervoso centrale, il modello di crescita della pianta non è per nulla caotico: anzi, è perfettamente in grado di percepire gradienti molto flebili di ossigeno, acqua, temperatura, sostanze nutritive e di seguire il gradiente fino alla sorgente con grande precisione. Sono esseri in grado di fare tutto ciò che fanno gli animali, ma lo fanno in maniera diversa: sono in grado di comunicare, di risolvere problemi, di memorizzare, di avere una vita e un’organizzazione sociale. E le soluzioni elaborate dalle piante in circa settecento milioni di anni aspettano di essere scoperte e utilizzate per il nostro benessere».

il seguito sulla rivista


di Francesco Mannoni email 


  




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