Adolescenti, la screen generation [Rivista madre]
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Societa | 21 agosto 2017  

Adolescenti, la screen generation
 
Sempre connessi, anche quando dormono: il rapporto tra adolescenti e internet è pericoloso. Un attaccamento che ormai è una vera dipendenza, con i genitori spesso inconsapevoli dei rischi.

Fotografia
Thinkstock

La chiamano screen-generation: è la generazione degli adolescenti perennemente connessi. Da un’indagine di Telefono azzurro risulta che un giovane su quattro non spegne mai lo smartphone e uno su due soffre di vamping, cioè si sveglia durante la notte per controllare i messaggi. Il fenomeno non va sottovalutato: si sta assistendo a un incremento dell’iper-vigilanza, della necessità irrefrenabile di captare in ogni istante notifiche e messaggi, come se essere irraggiungibili sia un rischio inaccettabile da correre. Quante volte si notano gruppetti di giovani che messaggiano o postano sui social battute o immagini mentre sono fra amici? Questi contatti virtuali sono all’apparenza più gratificanti perché rapidi, disinibiti, ma un uso estremo porta alla mancanza di contatto con persone reali. Molti adolescenti considerano il cellulare un “prolungamento di sé”, come se fosse un’estensione della loro mente, del loro corpo, uno “spazio” che risponde alle loro più segrete e intime esigenze.

Memoria e sonno in tilt

Ma non è compromessa solo la socialità: gestire di continuo notifiche, messaggi, chat rende impazienti e compulsivi. Uno studio appena pubblicato sulla rivista americana Molecularpsychiatry spiega che le luci dei cellulari e dei device in genere stimolano la produzione di Tnf, una proteina infiammatoria che manda in tilt il ciclo della serotonina, responsabile del corretto funzionamento delle aree cerebrali della memoria, dell’apprendimento, del buonumore. Non solo. La sovra-esposizione alla luce di tablet e computer durante le ore serali attiva i sistemi di allerta regolati dall’adrenalina: ciò ha una ricaduta negativa sulle fasi del sonno che non riescono più a seguire le loro corrette alternanze. La conseguenza è quella di avere notti segnate da continui risvegli e al mattino di sentirsi stanchi e incapaci di concentrazione.

il seguito sulla rivista


di Maria Angela Masino email 


  




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