In difesa dei diritti di tutti [Rivista madre]
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Attualità | 27 settembre 2017  

In difesa dei diritti di tutti
 
Ogni giorno nel mondo si assiste alla violazione ripetuta delle libertà fondamentali. Antonio Marchesi, presidente di Amnesty Italia, ci presenta l’ultimo rapporto che rileva una progressiva marcia verso l’odio e l’intolleranza e la necessità di riaprire spazi di solidarietà e di dialogo.

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A perfectstorm (La bufera perfetta) è il titolo di un film drammatico uscito al cinema qualche anno fa ma, dal 7 luglio scorso, lo è anche dell’ultimo rapporto di Amnesty International che denuncia la «crisi umanitaria del Mediterraneo centrale», dove hanno perso la vita più di duemila persone dall’inizio del 2017. Invece di cercare di prevenire ulteriori perdite, schierando più navi dedicate alle operazioni di soccorso, i leader europei si stanno impegnando a ridurre le partenze dalle coste libiche. Il rapporto mostra come «questa sconsiderata strategia europea – il cui centro è la collaborazione con la Guardia costiera libica – stia esponendo rifugiati e migranti a ancora maggiori rischi sia in mare che in terra. In Libia i migranti vivono in condizioni ancora peggiori: sono detenuti, subiscono torture e stupri». La tragedia dei migranti, costantemente davanti ai nostri occhi, non rappresenta però la totalità delle violazioni dei diritti umani che Amnesty – il movimento globale che conta oltre sette milioni di persone impegnate in campagne di difesa dei diritti umani: dal 1961 ha contribuito a ridare libertà e dignità a oltre 50 mila prigionieri di coscienza – ha registrato negli ultimi mesi. Secondo Antonio Marchesi, docente di Diritto internazionale all’Università di Teramo e presidente di Amnesty Italia, l’attuale panorama è in continuità con l’anno scorso per quanto riguarda le questioni geo-politiche ed economico-sociali.

il seguito sulla rivista


di Marta Perrini email 


  




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