Il vino che verrà [Rivista madre]
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Attualità | 27 settembre 2017  

Il vino che verrà
 
Raccolta, pigiatura, fermentazione, invecchiamento. Un percorso grazie al quale arriva sulle nostre tavole il prezioso nettare degli dei.

Fotografia
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Un vigneto sulla cima di una collina inondato dall’aria che profuma e dal sole. È la bucolica ambientazione de Il profumo del mosto selvatico, un film del 1995 di Alfonso Arau. Come racconta la pellicola, la vendemmia è un rituale antico, familiare, collettivo, che va da agosto a novembre, in base al periodo di maturazione, precoce o tardiva, delle varietà di uva. Dal grappolo al bicchiere, le fasi di produzione del vino sono varie. Ecco quali.

Raccolta
Si può effettuare a mano o meccanicamente, utilizzando forbici apposite. Per ottenere un buon vino, l’importante è che gli acini siano sodi, con la buccia integra. I grappoli, privati delle foglie, vengono adagiati in un cesto per poi essere svuotati nelle cassette. Da qui, tramite carrelli, vengono portati alla pigiatura. È opportuno che trascorra meno tempo possibile tra raccolta e pigiatura, per evitare che gli acini si deteriorino.

il seguito sulla rivista


di Paola Arosio email 


  




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