Più diritti più doveri [Rivista madre]
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Attualità | 25 ottobre 2017  

Più diritti più doveri
 
Riconoscere la cittadinanza ai minori stranieri che sono nati in Italia o che sono giunti nel nostro Paese ancora piccoli e che studiano sugli stessi banchi dei loro coetanei “nostrani” spiana la strada verso l’integrazione. Insegna che siamo tutti uguali,così come recita la nostra Costituzione.

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Thinkstock

La legge è ferma in Senato per «opportunità politica», come hanno spiegato alcuni dei nostri rappresentanti in Parlamento. Ma nel Paese se ne continua a parlare. Lo ius soli è il tema del momento. Anche se – quello puro – in Italia non esiste e mai ci sarà. Almeno stando alle leggi attuali e a quelle in itinere. Sarebbe il diritto che concede automaticamente la cittadinanza a chi nasce sul territorio di uno Stato. In Italia non è così, come non lo è nei Paesi dell’Unione europea. Da noi la legge sulla cittadinanza è basata sullo iussanguinis, ovvero è italiano chi nasce da almeno un genitore italiano (vale anche per i figli adottivi).
Quello di cui si discute è un’altra cosa. Si può definire come una integrazione a quanto già sancito dalla normativa italiana perché riguarda solo i minori figli di immigrati con un permesso di soggiorno di lungo periodo. Diciamolo subito: nulla ha a che vedere con l’immigrazione che arriva dal Mediterraneo. La proposta mira anche a superare una legislazione basata esclusivamente sul legame di sangue che da l’idea di una nazione etnica. Per passare a un’idea liberale di cittadinanza dove il diritto dell’uomo prevalga su ogni altro aspetto.

il seguito sulla rivista


di Antonio Dell'Anna email 


  




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