Invaginazione intestinale quel mal di pancia che non se ne va [Rivista madre]
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Pediatra

Invaginazione intestinale quel mal di pancia che non se ne va
 
Se si interviene precocemente è possibile risolvere il problema con un clisma. Se con quest’ultimo non si ottengono risultati, è necessario ricorrere alla chirurgia.

Fotografia
Thinkstock

Un forte mal di pancia che non dà tregua facendo scoppiare il bebè in un pianto disperato. Potrebbe trattarsi di invaginazione intestinale, ovvero la penetrazione di un segmento di intestino in quello adiacente con conseguente occlusione intestinale. Il disturbo si presenta perlopiù in età pediatrica, soprattutto tra i sei mesi e i tre anni, con una prevalenza lievemente maggiore nei maschi. In genere non c’è una causa scatenante identificabile, a volte il problema è preceduto da un episodio di gastroenterite, eccezionalmente si associa a condizioni predisponenti, come polipi, diverticolo di Meckel, fibrosi cistica. I primi sintomi sono improvvisa insorgenza di intensi dolori addominali ricorrenti che si verificano ogni 15-20 minuti, a volte associati a vomito. Nell’intervallo fra una colica e l’altra il bambino inizialmente è asintomatico, ma con il protrarsi delle coliche spesso crolla addormentato quando il dolore cessa per poi risvegliarsi piangendo alla colica successiva. In una minoranza di bimbi non è presente il dolore colico. Per diagnosticare il disturbo serve l’ecografia. Solo in alcuni casi è possibile riscontrare, alla palpazione dell’addome, una massa “a sacchetto”.

il seguito sulla rivista


di Barbara Guerrini email 






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