«Vi racconto mio figlio» [Rivista madre]
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Societa | 18 dicembre 2017  

«Vi racconto mio figlio»
 
L’attrice Christiane Filangieri, dopo le riprese del film Nessuno come noi, a breve nelle sale, si sta dedicando alla famiglia. Soprattutto al suo bambino di cinque anni, con cui gioca, legge, canta...

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L’intervista con Christiane Filangieri si conclude con l’arrivo del piccolo Alessandro, cinque anni, a casa con l’influenza. Reduce dalle riprese di Nessuno come noi, film diretto da Volfango De Biasi, a breve nelle sale, in cui interpreta una signora un po’ snob nella Torino bene degli anni Ottanta, moglie di un professore universitario (Alessandro Preziosi) nel pieno della crisi di mezza età, la Filangieri si gode la sua famiglia dopo una ricca annata lavorativa, fra le fiction Il paradiso delle signore, La strada di casa e il film Caccia al tesoro.
Christiane, che mamma sei?
«Ci sono momenti in cui gioco molto con mio figlio e altri in cui sono severa, perché credo vadano fatte rispettare le regole, anche se non sempre è facile. Quando non si è mamme giudicare è un attimo, ma quando hai un figlio in carne e ossa è più complicato».
E tuo marito come se la cava nel ruolo di padre?
«Sull’educazione di Alessandro abbiamo le stesse idee, ma ci sono delle differenze. Per esempio, io non sono per niente tecnologica, mentre mio marito nel weekend lo fa giocare un po’ con il tablet. Entrambi siamo però d’accordo che per un bambino di cinque anni la fantasia sia la cosa più importante. Quando si va al ristorante molti tendono a far giocare i figli con il telefonino, io invece porto sempre con me uno zainetto con pastelli e macchinine, oppure giochiamo insieme con la mollica del pane. A casa ha tanti giochi, ma in realtà gli basta un oggetto semplice, come una scatola, per dare sfogo alla sua immaginazione. Poi c’è mia mamma che gli insegna a fare le ombre cinesi o a costruire oggetti con la carta. È molto più bello dare al bambino qualcosa in mano e scoprire come lo può trasformare, piuttosto che vederlo usare giocattoli già fatti e finiti».

il seguito sulla rivista


di Katia Del Savio email 


  




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