Scuola e lavoro quale alternanza? [Rivista madre]
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Societa | 29 gennaio 2018  

Scuola e lavoro quale alternanza?
 
Nello scorso numero abbiamo affrontato il tema dando la parola a docenti e studenti. In questa seconda e ultima puntata proponiamo l’intervista al sottosegretario Gabriele Toccafondi.

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Thinkstock

Nel numero di gennaio abbiamo parlato dell’alternanza scuola e lavoro, strumento introdotto con la legge 107 del 2015, la cosiddetta riforma della “buona scuola”. Lo abbiamo fatto intervistando docenti e studenti, che hanno espresso critiche e perplessità nei confronti della normativa e delle sue modalità di attuazione. Ora completiamo l’argomento con il parere del sottosegretario del ministero dell’Istruzione, Gabriele Toccafondi.
Sottosegretario, perché è importante l’introduzione dell’alternanza tra scuola e lavoro?
«Questa iniziativa svolge un ruolo rilevante nell’istruzione e nella formazione del capitale umano del nostro Paese: essa, infatti, dà al lavoro la dignità didattica e riavvicina due mondi che negli ultimi anni non hanno mai dialogato. Si tratta di un’esperienza che aiuta gli studenti (circa 1,5 milioni) a consolidare le conoscenze acquisite sui banchi e a sviluppare nuove competenze, come ad esempio problemsolving, lavoro in team, organizzazione del tempo e delle attività, ma anche a scoprire attitudini e talenti che possono essere utili a orientare le loro future scelte».
Quali investimenti economici sono stati riservati al progetto?
«L’attività di alternanza è stata sostenuta con apposite risorse: cento milioni all’anno previsti dalla legge, oltre a un bando da 140 milioni lanciato lo scorso 6 aprile nell’ambito del Programma operativo nazionale scuola».
Come si attua la legge?
«Si attua grazie al lavoro sinergico che coinvolge tutte le componenti scolastiche, tra cui dirigenti, docenti, tutor, studenti, e i rappresentanti di enti o imprese. Perché l’alternanza risulti efficace occorre il coordinamento dei compiti».

Il seguito sulla rivista


di Palma Agosta email 


  




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