Il seme dell’amore [Rivista madre]
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Rivista Madre
 
Attualità | 27 febbraio 2018  

Il seme dell’amore
 
In Iraq, nella piana di Mosul, l’Isis semina crudeltà e distruzione. Una ragazzina viene rapita, strappata ai suoi sogni, violata. Da questo dolore germogliano la speranza e la vita. Una storia di morte e rinascita, come quella di Gesù, dalla Croce al Regno dei cieli.

Fotografia
Thinkstock

Ci sono amori i cui abissi sono impossibili da scandagliare. Talmente grandi e potenti da commuovere Dio. Le sue lacrime arrivano come benedizione sulle ferite di una terra irrigata dal sangue e scavata dalla furia dei missili, dove l’atto di pietà e di dedizione alla vita di una madre fa germogliare la speranza. Perché l’amore di una donna per la scintilla di sacro che porta in grembo ricorda all’umanità l’eterno a cui è chiamata. La storia che raccontiamo è vera, come solo i miracoli possono esserlo. Ha la concretezza feroce del dolore, l’ansimare di un corpo violato e riconsacrato, gli spasmi del parto. Ma i nomi no. Saranno avvolti dalla discrezione che il luogo e il tempo del racconto impongono e che le esistenze ancora impigliate nell’intricata rete di circostanze e relazioni meritano.
Nadia ha poco più di 15 anni. Quasi una bambina. Tecnicamente un’adolescente. Non nella piana di Mosul, non nella landa irachena diventata campo di battaglia tra il vento sabbioso e il fuoco incrociato di milizie curde e jihadiste. La sua infanzia è finita il giorno in cui il suo villaggio è stato assaltato dagli uomini del Califfato. Avevano armi, odio e crudeltà dalla loro. Lei solo le mani impotenti di suo padre e dei suoi fratelli. Non sono bastate a proteggere i suoi sogni. Ricorda ancora il grido della madre, quando l’hanno strappata dal suo corpo caldo.

il seguito sulla rivista


di Cristiana Caricato email 


  




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