Donne che cambiano il mondo [Rivista madre]
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Attualità | 27 febbraio 2018  

Donne che cambiano il mondo
 
Dalla pedagogista Maria Montessori all’astronauta Samantha Cristoforetti, passando per la scienziata Margherita Hack e l’attrice Sofia Loren. Dieci volti femminili che hanno affermato se stesse con coraggio, contribuendo al progresso della società.

Fotografia
Thinkstock

Nella seconda metà dell’Ottocento, lo scrittore irlandese Oscar Wilde sosteneva: «Date alle donne occasioni adeguate ed esse potranno fare tutto». Perfino cambiare la loro condizione, mutando la tradizione, come dimostrano le dieci donne italiane che vi presentiamo e che, con coraggio, determinazione, dignità, hanno affermato se stesse nei più svariati ambiti, aiutandoci a diventare le donne che siamo oggi. Più libere e più consapevoli.

Maria Montessori
Educatrice, pedagogista, neuropsichiatra infantile, è nota per il metodo educativo che prende il suo nome, adottato in migliaia di scuole in tutto il mondo. Classe 1870, è tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia. Si lega a un collega, Giuseppe Montesano. Dalla relazione nasce un bimbo, che lei partorisce di nascosto e affida a una famiglia. Solo dopo la morte di sua madre, Maria prende con sé il figlio, ormai quattordicenne, raccontando che fosse suo nipote (la verità fu rivelata solo nel testamento). Il rapporto con Montesano finisce, lui sposa un’altra donna. Da quel momento, lei si veste solo di nero. La rinuncia al figlio e la fine della storia d’amore segnano senza dubbio cambiamenti fondamentali nella sua vita, durante la quale contribuisce all’emancipazione femminile, si batte per i minori e per i diseredati.

Grazia Deledda
Scrittrice, riceve il premio Nobel per la letteratura nel 1926. A Cagliari sposa Palmiro Madesani, hanno due figli. A causa della sua scarsa educazione scolastica, durante tutta la precoce e fortunata carriera, Grazia ha non pochi detrattori, che la giudicano rozza e illetterata. Inizia a scrivere giovanissima, pubblica la sua prima novella a quindici anni. Le sue ambizioni letterarie vengono duramente ostacolate dalla famiglia e criticate dalla retriva società di allora, ma lei non si scoraggia, studia, abbandona a poco a poco lo stile approssimativo e dialettale, approfondisce i caratteri dei suoi personaggi e inizia a connotarsi come acutissima osservatrice della natura e dei costumi della Sardegna. Rappresenta il modello di donna che ha saputo dimostrare una forza tale da superare i pregiudizi, riuscendo a imporsi nel mondo letterario all’epoca riservato solo agli uomini.

il seguito sulla rivista


di Palma Agosta email 


  




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