Paolo VI amico della rivista [Rivista madre]
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Rivista Madre
 
Attualità | 24 aprile 2018  

Paolo VI amico della rivista
 
Cesare Trebeschi, il figlio di Vittoria De Toni, direttrice di Madre dal 1948 al 1993, racconta lo stretto rapporto tra il periodico e il pontefice bresciano, sempre vicino alla redazione e ai lettori.

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Certo, gentile e cara Annachiara, scrivo volentieri, anche se 130 anni fa non c’ero ancora. E neppure la mia mamma e le mie nonne, materna e paterna, allora sì e no in dirittura d’arrivo su questa terra, si potevano contare tra le prime lettrici.
Ma chi vive si rivede; come è capitato a me tempo fa: un vecchio netturbino, incontrato casualmente, mi squadra sorpreso e «Trebeschi!», mi apostrofa, «siemmiga ‘nsèma ai servisi? (municipalizzati, ndr)». «Maghel amò? (c’è ancora?, è ancora vivo?)». Sì, capita, e da allora con una punta di non celata, ma affettuosa sorpresa gli amici mi chiamano «Cesare Ghelamò».
E Madre, dopo quasi un secolo e mezzo, «ghela amò?». C’è ancora? Con lo stesso nome? Ha ancora qualcosa da dire? E a chi? Madre, quel giornalino striminzito, sul quale compitava le sue prime pagine pubbliche, nella lunga strada per il pontificato, il giovanissimo Giovanni Battista Montini, o il giovane avvocato cremonese Giuseppe Cappi, tra i primi presidenti della Corte costituzionale.
Qualcuno sarà forse tentato di parlare di vituperosa canizie di chi, come il sottoscritto, non sapendo parlar d’altro, si appende a compleanni alquanto singolari: sono vecchio, avendo varcato da due anni abbondanti i novanta, ma non abbastanza per dimenticare i novanta di Madre, e l’udienza concessa in quell’occasione da Paolo VI alle lettrici in pellegrinaggio, pochi mesi dopo l’incontro in Vaticano, ricordato in una bella ricerca del giornalista Massimo Tedeschi, con il consiglio comunale di Brescia.
Non posso ricordare quell’incontro senza rileggere lo struggente “pensiero alla morte” del Papa bresciano, che in effetti dopo pochi mesi sarebbe scomparso, e che, dopo l’udienza generale, accettò di incontrare personalmente la direttrice di Madre, Vittoria De Toni Trebeschi, e don Mario Pasini, che aveva organizzato e guidato il pellegrinaggio stesso. A distanza di anni pare lecito, se non doveroso, rilevarne significato e valore, senza nascondere l’impalpabile diffidenza intorno al generoso, instancabile e magari disordinato impegno di don Mario che, cenando come Gesù con Zaccheo, si permetteva di imbarazzare qualche buon curiale.

Il seguito sulla rivista


di Cesare Trebeschi email 


  




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