Madre “la” voce tra le voci [Rivista madre]
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News | 24 aprile 2018  

Madre “la” voce tra le voci
 
In Italia la stampa femminile ha origini antiche e si è sempre evoluta, con nuove proposte editoriali, per stare al passo con i tempi. In questo panorama, però, solo la nostra rivista vanta una presenza ultracentenaria.

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Quando, nel 1888, nasce Madre, qualche rivista dedicata al pubblico femminile è già presente in Italia. Cesare Beccaria nel 1765, sulle pagine del periodico Il caffè, si era augurato che i giornali fossero letti dalle donne. Ma per avere i primi periodici dedicati all’universo femminile bisogna aspettare ancora qualche anno. La città in cui, attorno al 1770, si cominciano a stampare i primi “femminili” è Firenze. Quelle primissime testate si intitolano La toelette, Biblioteca galante, Giornale delle dame. Nel giro di pochi anni a Milano comincia le pubblicazioni il Giornale delle dame e delle mode di Francia, mentre a Venezia nasce La donna galante ed erudita. I nomi dicono già tutto. In quelle pubblicazioni le donne trovano soprattutto consigli per essere brave figlie, buone mogli e dame capaci di stare in società con eleganza. Un primo salto di qualità si ha nel 1804 quando nasce a Milano il Corriere delle dame, fondato da Carolina Arienti Lattanzi. Quest’ultima, di idee rivoluzionarie e progressiste, grande sostenitrice dei diritti delle donne, realizza un giornale vivace con articoli dedicati alla moda, all’igiene, al galateo e alla puericultura. Ma ci sono anche cronache teatrali, poesie e una rubrica intitolata Termometro politico. La rivista contiene anche delle illustrazioni (figurini di moda riprodotti in incisioni in rame), una novità per l’epoca. Con alterne fortune, il Corriere delle dame si dimostra un giornale longevo, pubblicato fino al 1875, quando l’editore decide la fusione con la casa editrice Sonzogno. Intanto, nel fervore patriottico del 1848, vedono al luce La donna italiana e Il circolo delle donne italiane. Due testate che dureranno poco, ma che sottolineano la necessità di un nuovo ruolo delle donne nella vita civile del Paese. «Un funesto errore dominò le menti dei padri, quello cioè che ad altro la donna non dovesse intendere, tranne che alle domestiche cure», si legge nell’editoriale del primo numero de La donna italiana. Nel periodo che porta all’Unità d’Italia il panorama della stampa femminile si arricchisce di nuove testate.

il seguito sulla rivista


di Roberto Zichittella email 


  




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