Vacanze a ritmo lento [Rivista madre]
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Attualità | 24 maggio 2018  

Vacanze a ritmo lento
 
In treno per godere del paesaggio che muta e del dolce cullare della rotaia. In bicicletta per chi ama sentire il vento in faccia. A piedi per chi ha buone gambe. Un modo per guardare l’Europa in modo diverso e recuperare lo spirito del viaggio che è innanzitutto ascoltarsi e riprendere contatto con se stessi.

Fotografia
Thinkstock

«La vita è il treno, non la stazione ferroviaria» (Paulo Coelho).Le cronache non aiutano, vuoi per l’alta velocità e le promesse mirabolanti di riduzione dei tempi, vuoi per le proteste dei pendolari costretti un giorno sì e un altro pure a disavventure in ogni stagione, eppure il treno è forse il mezzo di trasporto che più di ogni altro solletica l’immaginario e il desiderio di viaggiare. Da quelli a vapore del vecchio West alla Transiberiana, passando per quelli minuti che si inerpicano in montagna, attraversano vallate della Scozia o, più semplicemente, portano alla casa di campagna dei nonni, tutti hanno un loro treno nel cuore.
L’Interrail è stato per molti il primo viaggio della scoperta, progetto europeo che offriva sconti a giovani tra i 18 e i 26 anni e permetteva loro di viaggiare come mai avrebbero potuto altrimenti. Erano gli anni Ottanta, poi sono arrivati i voli a basso costo, quelli che in un’ora o poco più ti portano a Parigi, Londra, Oslo, Amsterdam. «Ma in mezzo che ci sarà mai?», alcuni hanno continuato a chiedersi. Ed è per questa curiosità, per il desiderio di scoprire cosa si trovi nel percorso, che il treno continua a essere considerato un gran bel mezzo di trasporto per viaggiare.

il seguito sulla rivista


di Thomas Bendinelli email 


  




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