La bellezza della cura [Rivista madre]
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Societa | 24 maggio 2018  

La bellezza della cura
 
Al Policlinico Campus Bio medico di Roma un corso insegna alle estetiste a truccare le pazienti con un tumore. Un modo per far loro ritrovare il benessere e la fiducia spazzati via dalla malattia.

Fotografia
Thinkstock

Vanità delle vanità: tutto è vanità. Quando l’aspetto esteriore entra a pieno titolo nella terapia oncologica è ancora vanità? La risposta è no. Ed è proprio chi il cancro lo sta combattendo ad affermare che l’attenzione verso la pelle che si macchia o il viso che cambia non è soltanto un vezzo.
Non a caso, i corsi di maquillage, che insegnano a mimetizzare gli effetti collaterali della chemioterapia, cominciano a essere tanti. Nelle associazioni di pazienti si è pensato che, oltre alla cura farmacologica, per riconquistare la vita c’era qualcosa d’altro, qualcosa che andava conservato.
Era ed è la serenità, che passa anche per come ci mostriamo agli altri. «Truccarmi mi occupa la giornata, mi motiva a uscire», dice Tatiana Colazzo. La sua frase spiazza per la semplicità. Alle spalle Tatiana ha sei cicli di chemio, un intervento che le ha portato via le ovaie, l’utero, una parte di intestino. Come un fulmine, il tumore ha sconvolto la sua vita. Nel giro di pochi mesi, anzi, giorni, la Tatiana di prima se n’è andata, la nuova combatte ed è forte. «La seconda cosa che ho chiesto, dopo l’aiuto del fisioterapista, è qualcuno che mi potesse consigliare come truccare il viso che cominciava a trasformarsi», racconta.

il seguito sulla rivista


di Elisabetta Gramolini email 


  




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