L’anno della rivolta [Rivista madre]
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Attualità | 25 giugno 2018  

L’anno della rivolta
 
Cosa è stata la contestazione sessantottina? Una ribellione contro il sistema sociale ed economico, ma anche un movimento di emancipazione e liberazione. Dopo 50 anni proviamo a capire cosa hanno prodotto quelle proteste, che hanno cambiato per sempre il mondo.

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Thinkstock

Il 1968: la storia, il mito, il costume e la società, le conquiste, le sconfitte. Una realtà che sembra vicina, per chi l’ha vissuta, ma da cui sono passati cinquant’anni. Un lasso di tempo cruciale e rivoluzionario, forse al pari di quello che separava i giovani sessantottini dal 1918. Si parla di un tempo in cui un caffè al bar costava 50 lire e un litro di benzina 75, il boom demografico proseguiva con 4 milioni e mezzo di bambini iscritti alle scuole elementari, quasi 2 milioni alle medie e circa 500 mila all’università, ma il 9 per cento degli italiani restavano analfabeta e imparava la grammatica dai programmi tv. Il ‘68 è il rumore degli aerei americani che bombardano le pianure del Vietnam, i giovani che bruciano le cartoline di precetto davanti ai distretti militari, le urla dei ragazzi e delle ragazze che marciano contro la guerra, le canzoni di Joan Baez e di Bob Dylan, le poesie di Lawrence Ferlighetti, i concerti dei Jefferson Airplane, i reporter che mostrano al mondo l’orrore, le sofferenze e le distruzioni del conflitto in Oriente. È l’ultimo istante di vita di Martin Luther King, ucciso da un sicario a Memphis, è il corpo riverso a terra di Bob Kennedy.Il ‘68 è un carro armato russo che invade piazza San Venceslao a Praga, mentre Alexander Dubcek e Ludwig Svoboda tentano la strada del socialismo democratico, è un giovane che sventola la bandiera cecoslovacca su un blindato con la stella rossa, è il corpo del patriota Jan Palach che brucia sotto i portici della città. Il ‘68 è, ancora, Città del Messico, i mezzi blindati della polizia in piazza che provocano la morte di 200 studenti, e le Olimpiadi, il podio dei 200 metri con i pugni chiusi degli atleti Tommie Smith e John Carlos. Il ’68 è il brevissimo maggio francese, la Sorbona occupata a cui si uniscono le fabbriche, uno sciopero generale di più di due milioni di persone: un Paese bloccato che va al voto eleggendo nuovamente De Gaulle. Il ’68 in Spagna è la ribellione contro la dittatura franchista, in Polonia e Jugoslavia contro quella comunista, mentre in Germania il leader dei movimenti sessantottini viene ferito alla testa da un colpo di pistola sparato da un estremista di destra.

il seguito sulla rivista



di Marta Perrini email 


  




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