Lo Stato, i cittadini e il rifiuto della realtà [Rivista madre]
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Editoriali | 26 giugno 2018  

Lo Stato, i cittadini e il rifiuto della realtà
 
Non è un errore Stato con la lettera maiuscola. Il richiamo che abbiamo voluto mettere in copertina è non solo alle parole di Primo Levi che, nel raccontare la tragedia dell’Olocausto, invitava tutti a tenere desta la memoria perché simili tragedie non si ripetessero.

Il richiamo è anche a uno Stato di diritto, come quello italiano, che ha il compito di gestire i fenomeni e non di alimentare le paure e l’odio della gente. Chi governa ha l’obbligo di agire nell’interesse del Paese. Allora vogliamo dire senza mezzi termini che la gestione del caso Aquarius certamente non è stata condotta nell’interesse del Paese. Nello stesso tempo in cui l’Italia lasciava in mare, in barba alle leggi internazionali, le oltre 600 persone a bordo della nave della ong di Medici senza frontiere, sbarcavano a Catania oltre 900 altri migranti salvati dalla nostra Guardia costiera. E, nei giorni seguenti, la stessa Guardia costiera, con la collaborazione della nave Orione della Marina militare italiana scortava verso la Spagna i profughi già stremati della Aquarius. In sostanza una spesa maggiore per l’Italia, un isolamento internazionale senza precedenti e, soprattutto, un peso ulteriore di fatica, disagi e paura per tutte quelle persone (tra cui donne incinte, minori non accompagnati, bambini) a bordo dell’imbarcazione “ostaggio” della mala politica. Che piaccia o no le migrazioni di popolo sono sempre esistite e sempre esisteranno.

il seguito sulla rivista


di Annachiara Valle email 


  




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