Un’avventura nel bosco [Rivista madre]
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Famiglia | 25 giugno 2018  

Un’avventura nel bosco
 
Perché non provare con i nostri figli a esplorare un territorio senza gps e Google maps, solo utilizzando gli elementi naturali?

Fotografia
Thinkstock

Finalmente è arrivata l’estate: che piacere avventurarsi con i figli nei boschi! Un’esperienza ancora più appassionante ed educativa se, per orientarsi, si evitano gps e tecnologia. E si scelgono come bussole i movimenti del sole, la sonorità dei ruscelli, la direzione dei venti.
«Orientarsi (che letteralmente significa “volgersi verso Oriente”) è un’arte che si impara: prima di esplorare un territorio bisogna studiarlo nei dettagli, analizzando le forme e gli eventi che lo hanno plasmato. Come si riesce a memorizzare la conformazione del proprio quartiere e a girarlo senza ricorrere al satellitare, allo stesso modo è possibile costruire una mappa mentale cercando di conoscere, prima della gita, il paesaggio da esplorare», dice Franco Michieli, geografo, guida dei boschi.
Prima regola è quella di evidenziare elementi di spicco che possono diventare veri e propri punti di riferimento: la linea di un fiume, un monte, una collina, il campanile, un fienile. Partendo da questi “paletti” è semplice immaginare stradine o sentieri paralleli o che si intersecano e organizzare mentalmente il percorso da compiere. Una volta intrapreso il cammino bisogna utilizzare le bussole naturali come le stelle o il vento.

il seguito sulla rivista


di Mariangela Masino email 


  




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