Puglia Tremiti di blu [Rivista madre]
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News | 19 luglio 2018  

Puglia Tremiti di blu
 
A dieci miglia dalla costa garganica e a ventiquattro da quella molisana, questi cinque “puntini” danno il meglio di sé a chi sa scoprire i loro angoli nascosti, per inebriarsi di profumi e incantarsi davanti al colore del mare.

Fotografia

Avvicinandosi con la nave, San Domino, l’isola più grande, appare come una groppa verde di pini d’Aleppo con poche case sparse; San Nicola, uno spettacolare bastione di roccia calcarea abbellita da una chiesa fortezza; Caprara, un tavolato glabro tappezzato da macchia mediterranea; Cretaccio, poco più di uno scoglio, sgretolata dalle onde e dal vento. La quinta isola, Pianosa, non è raggiungibile, se non con imbarcazioni private, essendo la più lontana e disabitata. Isole mito, legate a Diomede, l’eroe omerico che la leggenda vuole sia pianto dalle berte maggiori, uccelli marini simili ai gabbiani, che, nelle notti senza luna, “piangono” — con un “garrito” simile al pianto di un neonato — il loro eroe, morto nel naufragio tra questi scogli, incarnazione dei guerrieri del sovrano.

San Domino, l’orto del paradiso
San Domino, 208 ettari, è quasi interamente ricoperta da un fitto bosco di pini d’Aleppo, lecci e da una rigogliosa e profumata macchia mediterranea. Era definita dai monaci, che qui si stabilirono già dall’XI secolo, “l’orto del paradiso” per la terra fertile e la lussureggiante vegetazione.

il seguito sulla rivista


di Vittorio Giannella email 


  




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