«Io, al fianco di chi muore in mare» [Rivista madre]
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Societa | 30 luglio 2018  

«Io, al fianco di chi muore in mare»
 
L’attrice Vanessa Redgrave, insignita del Leone d’oro alla carriera e da sempre impegnata per la pace e per i diritti, ha girato il suo primo documentario, Sea sorrow, dedicato ai rifugiati. Perché l’accoglienza è un dovere di tutti.

Fotografia

Occhi più belli del cielo d’Irlanda. Così diceva di lei il suo partner su uno dei set che a metà degli anni Sessanta le fece da trampolino di lancio per la celebrità. Blow-up con Antonioni, Isadora di Karel Reisz, I diavoli di Ken Russell, Assassinio sull’Orient express di Sidney Lumet, Giulia di Fred Zinnemann, Casa Howard di James Ivory, Storia di una capinera di Franco Zeffirelli, Little Odessa di James Gray fino al blockbusterMissionimpossible di Brian De Palma con Tom Cruise: sono solo alcuni dei film più famosi interpretati da Vanessa Redgrave. Ottanta titoli in sessant’anni di carriera dedicata allo schermo non meno che al palcoscenico, sua prima e più grande passione sia per gene ereditario (il padre Michael è stato un grande attore), sia per la libertà che le ha permesso in una cinquantina di allestimenti, spesso memorabili, di recitare testi di Shakespeare, Ibsen, Bertolt Brecht, Cechov, George Bernard Shaw, Oscar Wilde. Fino al Tony Award (il maggior premio teatrale) vinto a Broadway. Riconoscimento di cui forse va ancor più fiera della Coppa Volpi ricevuta a Venezia come interprete, delle due Palme d’oro di Cannes e dell’Oscar vinto nel 1978 per Giulia, come miglior attrice non protagonista. E forse anche del Leone d’oro alla carriera che le viene assegnato in questo mese di settembre.

il seguito sulla rivista


di Maurizio Turrioni email 


  




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