Scuola, una lezione da oltre confine [Rivista madre]
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Societa | 26 settembre 2018  

Scuola, una lezione da oltre confine
 
Basta zaini che pesano quintali, pomeriggi sui libri, studenti disposti in file di banchi: dall’Europa, e non solo, arrivano nuove metodologie che rivoluzionano il modo di apprendere e stare in classe.

Fotografia
Thinkstock

Ricomincia l’incubo scuola-compiti: in classe si ascoltano le lezioni, ma, secondo alcuni pedagogisti, in modo ancora troppo “passivo” e ciò genera un apprendimento scarno. Nell’ambito di questo sistema scolastico, spiegano gli esperti, quel che serve davvero è il momento di elaborazione personale a casa, quando lo studente è da solo o affiancato da un insegnante privato, se la famiglia può permetterselo. Ma, a gran voce, dal Regno Unito, dalla Francia e soprattutto dalla Finlandia, dove è entrata in vigore un’organizzazione-scuola che è considerata fra le migliori al mondo, insegnanti e dirigenti scolastici sono concordi nell’affermare che queste dinamiche devono essere invertite. Semmai si dovrebbero elaborare i contenuti a scuola e, talvolta, spostare a casa il momento formativo che prevede ricerche o letture con pc, tablet, connessioni.
Secondo uno studio di Maurizio Maglioni, insegnante che appoggia il Metodo capovolto, nato negli Stati Uniti e oggi diffuso in molti Paesi, è proprio ora di cambiare pagina. Basta zaini che pesano quintali, lezioni frontali, file di banchi: lo spazio-classe dovrebbe essere una sorta di agorà e, come la piazza greca, un luogo dove ci si confronta, si decide insieme, si collabora, si drammatizzano storie e si impara l’arte di essere responsabili e determinati verso un obiettivo.

il seguito sulla rivista


di Mariangela Masino email 


  




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