Nel blu dipinto di blu [Rivista madre]
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News | 26 settembre 2018  

Nel blu dipinto di blu
 
L’arcipelago delle Pelagie è ideale per un “ultimo mare”, lontano dalle folle estive e dal caldo opprimente. Il turchese dell’acqua di Lampedusa o le casette multicolori di Linosa sono un piccolo mondo tutto da scoprire.

Fotografia

Dopo tre giorni di libeccio il mare finalmente ha consentito l’uscita dei pescherecci questa notte. È tardo pomeriggio sul lungomare di via Cameroni, la strada che costeggia il porto nuovo. Nell’aria l’odore di legno vecchio e salsedine sembra provenire dal vicino deposito dei barconi, ormai in sfasciume, sequestrati agli scafisti che hanno trasportato i migranti col loro carico di sogni.Una decina di persone aspetta che rientrino le barche col loro carico di pesce: «È stata una buona pesca», dice Pietro, 68 anni, pescatore di lungo corso, barba lunga e sigaretta ben serrata fra le labbra, mentre scarica le cassette colme di merluzzi e polpi. «Nulla a confronto di trent’anni fa, quando, giovane comandante, riempivamo il peschereccio di merluzzi e pagelli». Quattro parole in dialetto, una stretta di mano e il carico viene portato via da un noto ristoratore dell’isola. «È sempre più difficile tornare con un carico di pesci che ti faccia guadagnare e vivere dignitosamente», continua Pietro, «per questo dobbiamo dire grazie a un personaggio che, senza volerlo, è stato il più importante propagandista di Lampedusa: il colonnello libico Gheddafi. Già, perché da quel lontano 15 aprile 1986 (quando due missili Scud esplosero a poche miglia dall’isola, senza colpire il vero obiettivo, ovvero la base militare Nato ubicata a Capo Ponente, ndr), la nostra isola, fino ad allora meta per pochi privilegiati, ebbe l’onore delle prime pagine di tutti i giornali mondiali.

il seguito sulla rivista


di Vittorio Giannella email 


  




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