Il regime di Erdog˘an [Rivista madre]
Twitter   Facebook   Abbonamenti    
Rivista Madre
 
News | 22 ottobre 2018  

Il regime di Erdog˘an
 
Continue violazioni dei diritti umani e una repressione spietata. Cosa sta succedendo? Ne parlano MuratCinar, giornalista e blogger turco, e Riccardo Noury di Amnesty International.

Fotografia

«La Turchia è diventata la più grande prigione dei giornalisti». Con questa dichiarazione Amnesty International e la Federazione nazionale della stampa descrivono la situazione creata dal regime — sì, ormai lo si può chiamare così — di Erdog˘an. Giornalisti imprigionati e accusati di essere traditori o terroristi, alcuni condannati all’ergastolo, giornali chiusi o acquisiti da imprenditori vicini al governo, censura di ogni dissenso: questo accade ancora di più dopo lo stato di emergenza proclamato in conseguenza del fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016.
La campagna di oppressione delle libertà civili registra anche il licenziamento o la condanna di docenti universitari e insegnanti, una riforma della scuola che impone un pensiero unico dominante, la sistematica repressione delle minoranze e il controllo rigido su magistrati e tribunali. Decine di migliaia sono le persone arbitrariamente in carcere; oltre 47 mila quelle riparate all’estero per sfuggire alla repressione.
Dalle proteste di Gezi Park e di piazza Taksim del giugno 2013 a oggi si è verificata un’escalation continua di provvedimenti liberticidi, tra l’indifferenza dell’Europa e dell’Occidente.
«È sempre più difficile vivere in Turchia: la libertà d’espressione è limitata, la società è polarizzata e divisa, mentre la cultura conservatrice e fondamentalista, che fa parte ormai della vita quotidiana dei cittadini, è capillarmente diffusa. La società è diventata omofoba e maschilista, patriarcale e xenofoba in ogni ambito, dal sistema scolastico ai media, dai politici ai personaggi pubblici», spiega MuratCinar, giornalista e scrittore turco di 37 anni, in Italia da quando ne aveva 21, specializzato su temi inerenti il Medioriente, la Turchia e l’immigrazione.

il seguito sulla rivista


di Marta Perrini email 


  




 Fai girare questa notizia






 Traduci questa pagina


Translate this page with Google

 Fai un regalo speciale

Se regali un abbonamento a MADRE
a una tua amica, per te il
Grembiule realizzato per i 130 anni di MADRE
regalo
Chiamaci al Tel. 030 42132  o scrivici: abbonamenti@rivistamadre.it