Amicizia [Rivista madre]
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Dizionario dei giorni nostri

Amicizia
 
Quando ero adolescente e giovane donna l’amicizia era per me, e per coloro che frequentavo, la cosa più importante e sacra.

Un amico o un’amica era il tuo confidente, la persona sulla quale contare, con cui discutere dei grandi problemi della vita, delle scelte da fare, dei valori da abbracciare e dei disvalori da rifiutare. Gli adulti – che pure c’erano, riempiendo importanti spazi di protezione e di tenerezza – erano figure sempre un po’ lontane; che apparivano troppo diverse, negli interessi e negli interrogativi, per fare la strada con te, accompagnandoti passo per passo. Li potevi amare anche perdutamente e ammirare, ma erano sempre un poco più avanti. Il peso della vita di tutti i giorni lo dividevi con i coetanei, e loro con te. Le amicizie di allora rimangono per me tra le più importanti, vive e pienamente sentite anche se gli impegni di tutti i giorni non consentono di vedersi spesso.
L’amicizia veniva incoraggiata dagli educatori, con le letture proposte e con gli esempi. Si insegnava e si imparava a nutrire con facilità per i coetanei, gli uni per gli altri, sentimenti di vicinanza, di partecipazione, di rispetto.

il seguito sulla rivista


di Agnese Moro email 






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