Mater materiae, generatrice di tutte le dee [Rivista madre]
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Le parole che non ti ho detto

Mater materiae, generatrice di tutte le dee
 
Matera è città di sassi, ma anche di carne. Un luogo dove trovare il proprio equilibrio, dove rigenerarsi nel profondo.

Possono dire quel che vogliono storici, linguisti, archeologi e quant’altri professionisti discutono sulle origini della parola Matera, città Capitale europea della cultura (assieme a Plzen, Bulgaria) per il 2019. Tutte le spiegazioni hanno sicuramente un senso. Per me, che ho i natali in questa italica terra, Matera è madre natura, Mater materiae, Mater Era, genitrice di tutte le dee. Perché ogni volta che ci ritorno, in quei colori soffusi e discreti, in quelle case strette e ravvicinate, in quegli scavi alla ricerca dell’acqua e dei rifugi più tutelati, in quella dimensione dell’umano che vive ancora di relazioni forti e di lentezza, recupero una sorta di rinascita spirituale, che sa, in fondo, di ricostruzione della vita intera. Intera, cioè nella sua completezza. E so bene, perché li ascolto e sorrido, quando nativi e residenti imprecano e (a volte) maledicano le loro origini. Qualcuno vorrebbe qualcosa di più e di diverso, qualcuno vorrebbe scappare, qualcuno vorrebbe ribaltare tutto e tutti, in quelle terre che, passate dalla «vergogna nazionale» alla gloria della nomination europea, sono oggi sulla bocca di mezzo mondo.

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di Vittorio Sammarco email 






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