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«Il nostro dovere? Aiutare la gente ad alzare la testa». Dopo essere stata picchiata e minacciata di morte a Bari dalla moglie di un boss, la reporter del Tg1 Maria Grazia Mazzola continua a raccontare la realtà senza paura, nel nome della libertà e della democrazia.

Fotografia
Gettyimages

Un cazzotto in faccia e minacce di morte. Monica Laera, cui dà manforte la consuocera Angela Ladisa, lo scorso 9 febbraio si era scagliata come una furia contro Maria Grazia Mazzola, l’inviata del Tg1, “rea” di aver chiesto notizie, nel quartiere Libertà di Bari, di suo figlio Ivan.
La moglie del boss Lorenzo Caldarola, nel 2004 condannata dalla Cassazione a quattro anni e otto mesi per associazione mafiosa, non voleva che si facesse clamore attorno a quel figlio destinato, con il padre e il fratello tuttora in carcere, a prendere le redini del clan Strisciuglio-Caldarola, uno dei più pericolosi della cittadina pugliese. Il ragazzo, quasi ventenne, è stato assolto a gennaio dall’accusa di spaccio di droga, ma ha ancora qualche procedimento pendente per reati commessi quando era minorenne (in particolare, ed è il reato più infamante anche per un mafioso, è accusato di aver violentato una ragazzina di 12 anni).

il seguito sulla rivista


di Antonio Dell'Anna email 


  




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