La nostra meglio gioventù [Rivista madre]
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La nostra meglio gioventù
 
Insultati, non capiti, criminalizzati. Eppure i giovani volontari sono la faccia migliore della nostra società.

Gli insulti brutali che Silvia Romano, volontaria di una onlus di Fano, Africa Milele, rapita in Kenja, ha ricevuto sui social − «speriamo che tutti i buonisti pro clandestini facciano la stessa fine», «ma che brava, una meno in Italia», «ennesima oca giuliva potevi startene a casa tua» − rivelano le selvagge manifestazioni del web, ma anche come a provocare tali reazioni sia la non conoscenza. Giobbe Covatta, molto noto come attore e scrittore, ma forse meno come testimonial di Armef (l’importante organizzazione sanitaria no profit presente in Africa), sulle aggressioni verbali a Silvia ha detto: «Viviamo in tempi paradossali di criminalizzazione del mondo del volontariato, come se dare una mano sia diventato motivo di colpa. Non ho mai preteso che fare volontariato fosse nobilitante agli occhi degli altri, ma trovo fuori da qualsiasi logica che oggi sia un motivo di colpa». E ha aggiunto che sia lui che la moglie Paola e la figlia Olivia sono impegnati in situazioni di volontariato «che hanno cambiato le loro vite». Il volontariato è una realtà di enorme portata, fonte di ricchezza umana e di pienezza di vita, come dicono le persone che lo praticano.


il seguito sulla rivista


di Mariapia Bonanate email 






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