Innocenza [Rivista madre]
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Rivista Madre
 
Dizionario dei giorni nostri

Innocenza
 
Innocenza è una bella parola.Richiama l’idea di qualcosa di incontaminato, di una purezza assoluta.

Nel quotidiano si reputa innocente chi non ha compiuto atti malvagi di gravità più o meno alta. Quindi, alla fine, sembra che sia innocente qualcuno che «non ha fatto». Sarebbe bello, e certamente abbastanza facile, ma non è vero. Nel nostro mondo, pieno di diseguaglianze e di ingiustizie, di violenza e di prepotenza, non fare, non opporsi, non muoversi non ci rende minimamente innocenti. Anzi. Come potremmo esserlo quando il nostro benessere e i nostri privilegi costano ad altri − con i quali non vogliamo dividere la nostra fortuna −, a miliardi di altri, infelicità e perfino la sopravvivenza?
Come potremmo essere innocenti quando ci sono guerre, carestie, torture alle quali non ci opponiamo? Come potremmo essere innocenti di fronte alla sofferenza dell’umanità che conosciamo bene malgrado le lontananze fisiche e culturali? Come sfuggire al giudizio di condanna espresso sulle nostre vite dal Vangelo di Matteo: «Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.

il seguito sulla rivista



di Agnese Moro email 






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