L’espressionismo linguaggio dell’anima [Rivista madre]
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L’espressionismo linguaggio dell’anima
 
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Fotografia

L’espressionismo tedesco, nato in Germania all’inizio del Novecento, “imponeva” la libera espressione del mondo interiore, dell’immaginazione, dell’intensità spirituale. Una forma d’arte che, a più di cento anni dalla nascita, conserva un messaggio estetico ed etico diretto ed essenziale, con contenuti toccanti, drammatici, capaci di scandalizzare, un secolo fa, pubblico e critici. Si tratta delle opere di Kirchner, Marc, Mueller, Nolde, Kandinskij, von Jawlensky, Macke, Grossberg, Kokoschka, tutti pittori appartenenti al famoso gruppo del Blauereiter, Il cavaliere azzurro. La mostra Dall’espressionismo alla nuova oggettività. Avanguardie in Germania, a Parma, Palazzo del Governatore, fino al 24 febbraio, propone 40 opere dei maggiori rappresentanti di queste correnti artistiche, che rivoluzionarono, con le loro immagini dai colori ardenti, netti, spesso bistrati dal nero profondo, non solo la pittura, ma anche il cinema, la musica, la letteratura, il teatro. La loro “nuova spiritualità” divenne sinonimo di modernità, incarnazione dello spirito del nuovo secolo. Significativa la nascita, da parte degli stessi artisti, del movimento Die brucke, Il ponte.

il seguito sulla rivista


di Tina Lepri email 






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