Quando i banchi entrano in corsia [Rivista madre]
Twitter   Facebook   Abbonamenti    
Rivista Madre
 
Primo piano

Quando i banchi entrano in corsia
 
Negli ospedali dei bambini insegnanti e associazioni cercano di creare un ponte verso l’esterno. Come l’onlus Neorland.

C’è una zona grigia che a lungo è stata relegata dietro al muro che la separava dal resto del mondo. È quella degli ospedali dei bambini. Ma le cose stanno cambiando, grazie ad alcune finestre che si sono spalancate sulle stanzette, dove i giovani degenti vivono la grande e difficile sfida della malattia, spesso della sopravvivenza. Da qualche tempo, un plotone di 740 insegnanti ha chiesto di trasferirsi nei reparti pediatrici per occuparsi di questi allievi speciali. Nell’anno scolastico 2017-2018, quello appena trascorso, settantamila bambini delle scuole materne e primarie, ma anche seimila ragazzi delle superiori hanno avuto accanto dei docenti.
La scuola in ospedale è presente oggi diffusamente: dal Bambino Gesù (“la casa del Papa”, una eccellenza pediatrica) di Roma al Gaslini di Genova fino al Meyer di Firenze, al Buzzi di Milano, al Regina Margherita di Torino, per citare alcune esperienze. I benefici di queste “aperture” verso l’esterno sono tangibili nel decorso delle malattie, ma anche nei genitori che si ritrovano smarriti ad affrontare non soltanto una sofferenza devastante, ma anche una solitudine che rende il dramma dei loro figli ancora più crudele.

il seguito sulla rivista


di Mariapia Bonanate email 






 Fai girare questa notizia






 Traduci questa pagina


Translate this page with Google

 Fai un regalo speciale

Se regali un abbonamento a MADRE
a una tua amica, per te il
Grembiule realizzato per i 130 anni di MADRE
regalo
Chiamaci al Tel. 030 42132  o scrivici: abbonamenti@rivistamadre.it