Il dolore sempre nuovo di Hassan, salvo per miracolo [Rivista madre]
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Il dolore sempre nuovo di Hassan, salvo per miracolo
 
Scampato ai campi di sterminio per aver perso il treno, Guido racconta la sua storia e quell’odio verso gli ebrei duro a morire.

«Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte e oscurate: anche le nostre». Queste parole di Primo Levi, pesanti come pietre, sono risuonate ammonitrici durante le diverse iniziative che, in occasione della Giornata della memoria, lo scorso mese di gennaio, hanno ricordato l’Olocausto.
Le centinaia di migranti che continuano a morire in fondo al mare, la chiusura dei porti che condanna i sopravvissuti a vivere il calvario di una permanenza rischiosa sulle navi respinte, lo smantellamento dei centri di accoglienza, come il Cara di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, dove una comunità di migranti che si era integrata nella vita sociale è stata sradicata, i bambini tolti in poche ore dalle scuole che frequentavano sono tanti campanelli di allarme. I loro rintocchi, la violazione dei diritti umani nei confronti di persone indifese, vittime di persecuzioni, allertano sulla possibilità, come ha detto l’autore di Se questo è un uomo, che quanto accaduto, ottant’anni fa, possa ritornare.

il seguito sulla rivista


di Mariapia Bonanate email 






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