Insieme per non farsi più la guerra [Rivista madre]
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Caleidoscopio

Insieme per non farsi più la guerra
 
In vista dell’appuntamento elettorale di maggio bisogna ripensare le ragioni più profonde che portarono all’Unione europea.

Il prossimo mese di maggio andremo a votare per il Parlamento europeo. E l’aria che tira non è delle migliori. Voteremo, fra l’altro, a vent’anni dalla entrata in vigore dell’euro, la moneta unica che cominciò a circolare definitivamente nel portafogli di tutti nel 2002. Una moneta che avrebbe dovuto unire ancora di più e, invece, in tanti casi, ha accentuato le divisioni. La Gran Bretagna se ne va e i vari populismi (o nazionalismi?) fanno quadrato contro l’Europa dei burocrati che soffoca invece che dare respiro... L’Italia, con i suoi porti chiusi e le quote cento, sembra lanciare grosse sfide alle altre nazioni dell’Unione. Insomma, la bandiera azzurra vede restringersi invece che allargarsi la corona di stelle. Aleggiano indeterminatezza e beceri luoghi comuni: nelle poche settimane che rimangono prima delle elezioni, e prima ancora di essere nostro malgrado “ubriacati” dal diluvio di parole, spesso false o ambigue, della campagna elettorale, é necessario sostare e pensare, per ora, non per chi votare ma perché esiste una Unione europea. Andare alle ragioni dell’Europa è l’unico modo per evitare un ulteriore passo verso il fallimento dell’Unione, verso nuove povertà e replicati conflitti. Prima di tutto non scordiamo la storia: il meglio dal punto di vista economico e culturale è nato dalla coscienza di essere «popoli europei» in rapporto fra loro, senza confini. Le menti più belle del Medioevo e del Rinascimento consideravano l’Europa «nostra casa».

il seguito sulla rivista


di Gabriele Filippini email 






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