Verso la luce [Rivista madre]
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Verso la luce
 
Quattro donne raccontano a Madre la loro nuova vita dopo il carcere, la povertà, la malattia, l’aggressione delle mafie. Esperienze che testimoniano, proprio come accade a Pasqua,che dopo la croce, la sofferenza, il buio la rinascita è sempre possibile.

Fotografia
Getty Images

Quando la vita sembra un inferno. Quando non si ha più la libertà e nemmeno il desiderio di riconquistarla. Quando il dolore accompagna ogni istante. E quando tutto rema contro. In questi casi, persino uno spiraglio di luce appare come una fiamma prodigiosa, da raggiungere correndo in fondo al tunnel.
Chiunque lo abbia vissuto lo sa. A volte basta un momento perché tutto cambi. Sì, perché come testimonia la Pasqua, anche dopo la caduta, la sofferenza, la croce, una rinascita è possibile. Quattro donne raccontano a Madre la loro storia: hanno annaspato nel buio, hanno lottato, ma dal tunnel sono uscite, più forti e consapevoli di prima.
KARIMA
OLTRE LE PORTE DEL CARCERE
Karima Joumadi nasce in Marocco nel 1983. Non va mai a scuola. La sua infanzia si interrompe a 15 anni, quando viene data in sposa a un uomo molto più grande di lei. Dà alla luce un figlio, ma a 19 anni fugge, si libera dalla prigionia a cui la costringe il marito. Scappa in Italia, a Milano, dove vive la sorella. Qui Karima ha due figli da due uomini diversi. Cerca di provvedere ai piccoli ma è difficile. Si prostituisce e inizia la sua discesa agli inferi. Sola e disperata, lascia i bambini in una comunità. Intanto conosce il fondo: inizia a utilizzare droghe, ruba e viene arrestata. In carcere il suo stato di salute è preoccupante: negli anni ha subìto tre aborti, tre raschiamenti, l’asportazione della cistifellea e molteplici ricoveri per emorragie uterine.

il seguito sulla rivista


di Elisabetta Gramolini email 






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