Lo zenzero e il paniere [Rivista madre]
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Lo zenzero e il paniere
 
L’evoluzione dell’indice Istat, che fotografa le abitudini di spesa delle famiglie, è anche un grande racconto delle mutazioni negli stili di vita degli italiani. Ci narra un pezzo di storia d’Italia e dei nostri consumi sempre più individualizzati.

Fotografia
Getty Images

Lo zenzero è entrato nel paniere del calcolo dell’inflazione dell’Istat. Non è solo una curiosità, racconta l’Italia multietnica, gli stili di consumo che cambiano, la cucina curiosa. Nell’ultimo paniere sono entrati anche la bicicletta elettrica, le cuffie con microfono e la web tv. Messi alla porta, invece, le lampadine a risparmio energetico e i supporti digitali per registrare. Perché sì, beni e consumi cambiano rapidamente e fotografare l’aumento dei prezzi è un compito complesso.
Solo qualche numero, per non annoiarsi: i beni che compongono il paniere sono oggi più di 1.500 (!), raggruppati in 922 prodotti; le quotazioni di prezzo usate ogni mese per stimare l’inflazione sono circa sei milioni, in arrivo da fonti diverse. Mezzo milione di queste time arrivano dagli uffici comunali di statistica, 250 mila sono prodotte direttamente dagli uffici centrali, oltre cinque milioni sono scanner data, ovvero dati ricavati da un sistema che coinvolge quasi 10 mila supermercati e ipermercati. Un lavoro immenso, sempre più dettagliato e affinato nel tempo.
Nel 1928, primo anno di calcolo dell’inflazione, i beni erano qualche decina e le rilevazioni erano molto più sommarie. L’inflazione è una brutta bestia. Ci racconta l’evoluzione dei prezzi, quando è vicina allo zero ci dice che l’economia annaspa nello stagno e quando galoppa è molto peggio.

il seguito sulla rivista


di Thomas Bendinelli email 






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