Sofia Goggia la regina azzurra [Rivista madre]
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Sofia Goggia la regina azzurra
 
È la sciatrice che ha vinto di più nella storia dello sci italiano, ma è anche l’atleta che ha subìto più infortuni. Eppure ogni volta si è rialzata ed è tornata in pista. Grazie alla sua grinta e al suo cuore.

Fotografia

La vediamo in televisione per qualche secondo, mentre scivola a più di cento all’ora da una discesa che sembra un muro verticale. Poco dopo rieccola, ma stavolta è in aria per un interminabile lasso di tempo, a saltare 30 o 40 metri con gli sci ai piedi. Riusciamo a scorgerne i movimenti sospesi, la fatica di mantenere la posizione, la difficoltà dell’urto improvviso col terreno. Ora sta curvando, così piegata che la mano va a toccare la neve, un’altra volta a sfidare la gravità. La riconosciamo dal casco nero, dalla tuta grigia e bianca, dagli sci rossi, dalle discese irruenti e selvagge, dagli errori che definisce “goggiate”, dalla voglia di essere veloce, sopra a tutto e spesso davanti a tutte, dall’inchino al traguardo, dall’esuberanza, dalla determinazione. È la nostra campionessa Sofia Goggia, bergamasca, classe 1992, che a tre anni ha iniziato a sciare sulle nevi di Foppolo per non fermarsi più.
Nel frattempo ha vissuto traversie che alcuni atleti non affrontano in tutta una vita: a soli 22 anni aveva già subìto tre rotture del legamento crociato, menischi saltati, quattro operazioni alle ginocchia, di cui l’ultima quando era appena entrata nella squadra della nazionale italiana. Ce n’è da abbattere chiunque, da chiedersi se davvero ne vale la pena quando conosci già fin troppo bene cosa ti aspetta: giorni in ospedale, gesso e fisioterapia, fatica e sudore col dubbio di non tornare “quella di prima”.
Il 4 dicembre 2013 a Lake Louis, Canada, si corre una delle prime gare importanti per Sofia, che cade rovinosamente durante un salto e si rompe il legamento del ginocchio.

il seguito sulla rivista


di Marta Perrini email 






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