Madre, del tuo miracolo respira il mondo [Rivista madre]
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Caleidoscopio

Madre, del tuo miracolo respira il mondo
 
La poesia italiana offre della maternità una immagine limpida, libera dalle tante contaminazioni ideologiche odierne.

Maggio, mese di Maria, la madre del Signore. Mese della festa della mamma. Respiriamolo a pieni polmoni questo mese, antidoto al rachitismo dell’ideologia delle madri per procura, degli uteri in affitto, delle gestazioni per conto terzi, dei concepimenti in laboratorio... Massimo rispetto per tutte le sofferenze delle persone che desiderano avere un figlio che non arriva. Ma non perdiamo la dolcezza della “normale” figura materna che pervade tutta la nostra vita; prima come presenza rassicurante e rasserenante, poi come riferimento importante, appoggio nonostante la nostra età adulta e indipendente. Infine giunge anche il tempo, prima o poi, della separazione, del distacco che lascia quella nostalgia che tutti siamo destinati a conoscere. Esaltiamo pure la madre, cantiamo in tutti i modi quel termine, mater, antico e modernissimo insieme. Si tratta di una parola che lega l’atavica genitrice latina alla donna odierna, la mater dolorosa della religione cristiana e la poesia medievale, lirica e tragedia...
La poesia italiana è piena di riferimenti, toccanti e coinvolgenti, alla madre. Si può dire che tutti i poeti italiani, soprattutto quelli del Novecento, hanno scritto versi sinceri e profondi nei confronti di questa figura. Sono versi di gratitudine e affetto.

il seguito sulla rivista


di Gabriele Filippini email 






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