L’arte che racconta la giovane Italia [Rivista madre]
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L’arte che racconta la giovane Italia
 
Un percorso nello spazio e nel tempo, un’indagine sui cinquant’anni dall’Unità d’Italia alla Grande Guerra: la povertà, gli emarginati, il coraggio, i sacrifici nel vento del nuovo secolo e le tante rivoluzioni, anche nell’arte, di una nazione appena nata.

Fotografia

Uniti dal rifiuto dell’accademia, i giovani artisti, dai Macchiaioli ai Divisionisti, propongono anche le immagini crude di bambini in miniera e di una povertà fino allora raccontata soltanto dalla letteratura. È la pittura di denuncia che sottolinea in quadri commoventi i drammi sociali del tempo. I nuovi linguaggi dell’arte testimoniano la realtà della giovane Italia che costruisce se stessa attraverso molteplici e contraddittorie identità. Si tratta dell’arte in presa diretta di Hayez, Segantini, Boccioni, Signorini, Borrani, Fattori, Tito e tanti altri. A Forlì, nei Musei San Domenico, fino al 16 giugno si può ammirare Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini, una rassegna di 150 capolavori divisi in dieci sezioni. Immagini di storia, guerre, moti rivoluzionari, dolore e fatica (emblematica la tela di Telemaco Signorini L’Alzaia, in cui uomini e donne curvi e stremati trascinano un’enorme chiatta in riva all’Arno), e poi l’amore per la natura espresso con un realismo rinnovato.

il seguito sulla rivista


di Tina Lepri email 






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