Il frigo e le regole della casa comune [Rivista madre]
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Editoriali

Il frigo e le regole della casa comune
 
Non so quanti di voi abbiano fatto esperienza di vita in comune, per studi o per lavoro, o hanno dei figli che quelle esperienze le stanno facendo.

Generalmente due sono le fonti di liti: le pulizie della casa e la divisione del frigo. Anche quando si condivide l’appartamento con amici di una vita o con fratelli e sorelle, alla prova della gestione del quotidiano i nodi vengono al pettine. Salvo rare eccezioni, ci si accusa di non fare abbastanza la propria parte nelle pulizie, di aver bevuto l’ultimo goccio di latte senza comprare il cartone nuovo, di vivere un po’ alle spalle degli altri.
Se, invece, fin dall’inizio ci si mette attorno a un tavolo per stabilire i turni e gli spazi nel frigorifero, magari prendendo ciascuno un piano e scegliendo cosa mettere in comune, difficilmente, in futuro, ci si azzufferà. A volte mi viene da pensare che l’Italia sia proprio come una casa di studenti, dove, dopo aver riso e scherzato, ci si azzuffa per un bicchiere di latte. Ripenso all’armonia di quelle case dove, chi aveva maggiore disponibilità economica riempiva il frigo un po’ di più a vantaggio anche dell’amico che aveva già esaurito il budget genitoriale e che, magari per sdebitarsi, si accollava un turno in più di pulizie.

il seguito sulla rivista


di Annachiara Valle email 






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