Il razzismo che minaccia la vita [Rivista madre]
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Il razzismo che minaccia la vita
 
Riflessioni a margine della via Crucis di quest’anno al Colosseo e dell’ultimo scritto di don Luigi Ciotti.

Ne parliamo ancora, anche se dopo qualche mese. Perché la via Crucis di quest’anno al Colosseo ha avuto un forte impatto emotivo. Papa Francesco ha affidato le meditazioni delle quindici stazioni a suor Eugenia Bonetti, la religiosa che, rientrata in Italia dopo 24 anni in Kenya, ha continuato a incontrare “la sua Africa” attraverso il calvario delle centinaia di ragazze vittime della tratta che, accolte nelle comunità, sono riuscite a sottrarsi alla schiavitù dello sfruttamento sessuale.
Suor Eugenia appartiene all’Istituto delle missionarie della Consolata di Torino. Sempre da questa città è arrivata la Lettera a un razzista del terzo millennio (Edizioni Gruppo Abele), scritta da don Luigi Ciotti. Fra quella via Crucis e le incalzanti riflessioni del fondatore del Gruppo Abele e presidente di Libera c’è una circolarità che inchioda al dramma di milioni di persone, pericolosamente trafugato e negato da un risorgente razzismo.
«Dopo essere stato per decenni un tabù, il razzismo incombe oggi sul nostro Paese. Parlo del razzismo nella sua accezione più cruda, cioè della pulsione ostile, aggressiva nei confronti di chi è percepito come diverso: per il colore della pelle o per abitudini di vita, lingua, religione, scrive don Ciotti, mentre smonta i luoghi comuni che indicano il fenomeno dell’immigrazione come la causa delle difficoltà del nostro Paese.

il seguito sulla rivista


di Mariapia Bonanate email 






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