Persona/persone [Rivista madre]
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Dizionario dei giorni nostri

Persona/persone
 
Questa umile parola, declinata al singolare e al plurale, è al centro di tutta la nostra vita democratica. Anzi, credo che ne sia il fondamento; in qualche modo la pietra angolare.

Cominciamo dal singolare: persona. La persona umana è l’oggetto privilegiato dell’attenzione dell’intera società e dello Stato. Difendere la sua integrità, intangibilità, il suo armonico sviluppo, la sua libera espressione e la sua dignità è il primo compito a cui tutti noi, e l’intero ordinamento, siamo chiamati. Sono prerogative, queste, e diritti che appartengono alla persona per il semplice fatto che essa esiste. E che valgono in qualsiasi caso e in qualsiasi contesto, qualunque sia la sua razza, provenienza, ceto sociale, istruzione, reddito, colore, lingua, religione, sesso, opinione politica, comportamento buono o cattivo. Nessuno gli regala o gli concede questi diritti e queste prerogative; sono suoi per il solo fatto di esistere; nessuno – neanche lo Stato e la Repubblica – ha l’autorità per disconoscerle o toglierle. Questa è l’affermazione centrale della nostra bella Costituzione e della stessa Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Una immensa conquista del secondo Novecento, che va compresa nella sua semplicità, nella sua portata e nelle sue conseguenze, e che può essere fino in fondo difesa solo con il contributo di tutti. Esercitando ogni giorno quella sovranità che è, anche essa, prerogativa della persona.

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di Agnese Moro email 






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